Mindfulness Psicosomatica

Mindfulness Psicosomatica

con Stefano Bocci

La mindfulness psicosomatica, partendo dalla pratica di consapevolezza del respiro, si avvale di una vasta serie di pratiche di consapevolezza di Sé, del corpo e delle emozioni – come il bodyscan psicosomatico, gli esercizi di energetica e le tecniche di intelligenza emotiva – per alleggerire le condizioni psicologiche e fisiche “negative” migliorando la percezione psicofisica, la capacità di espressione, l’empatia, la fiducia psicologica in sé stessi, la collaborazione e le capacità comunicative e relazionali.
Le diverse tecniche lavorano in modo specifico su determinati aspetti psicosomatici ed energetici, risulta quindi di fondamentale importanza utilizzarle in modo consapevole per bilanciare degli aspetti dell’essere che possono risultare sovraccarichi oppure scarichi.
Con le pratiche attive si utilizza sia il movimento consapevole che l’ascolto silenzioso di Sé.
Sono indicate per coloro che vogliono ritagliarsi uno spazio in cui rilassarsi, rigenerarsi e riaprire la gioia e l’entusiasmo di vivere.
Ottime per integrare piccole ansie, irritazioni e tristezze.

Cosa si intende con la parola mindfulness?
E’ una parola inglese che vuol dire consapevolezza ma in un senso particolare. Non è facile descriverlo a parole perché si riferisce prima di tutto a un’esperienza diretta. Tra le possibili descrizioni è diventata “classica” quella di Jon Kabat-Zinn, uno dei pionieri di questo approccio.

Mindfulness significa prestare attenzione, ma in un modo particolare:
a) con intenzione,
b) al momento presente,
c) in modo non giudicante.
Si può descriverla anche come di un modo per coltivare una più piena presenza all’esperienza del momento, al qui e ora.

Cosa non è la mindfulness (e con cosa rischia spesso di venire scambiata…) ?
Non è una tecnica di rilassamento. Non è un modo per entrare in qualche forma di trance, né per svuotare la mente e raggiungere il “vuoto”. Non è una modalità per garantirsi un facile benessere psicofisico (che non esiste…). Non è una sorta di “spa emozionale”. Non è una forma di “buonismo” che ci spinge ad accettare tutto, ad accogliere acriticamente quello che ci accade, ad essere passivi nel nome dell’ “accettazione”.

Cos’è l’approccio della mindfulness?
E’ un atto che parte dall’attenzione e dal modo in cui la usiamo ed è talmente semplice che questa stessa semplicità ne rappresenta la vera difficoltà. Noi facciamo molta fatica ad essere semplici. Da un lato, una capacità progressiva di maggiore presenza al qui e ora ci apre a esperienze inaspettate, alla ricchezza del momento presente, alla pienezza del vivere. Dall’altro, la pienezza dell’esperienza comprende necessariamente anche il suo lato “negativo”: il disagio, la sofferenza, il dolore. E qui si gioca uno degli aspetti più interessanti di questo approccio che ci chiede e ci insegna a non respingere e a non negare questa dimensione ma a farne motivo di crescita e persino di creatività. Questo è l’aspetto cui si riferisce la parola “accettazione/accoglienza”

Un lavoro mentale per certi aspetti controcorrente
Il lato negativo della vita non possiamo evitarlo e allora la prospettiva della consapevolezza (mindfulness) ci offre una possibilità a prima vista strana, contro intuitiva, forse assurda: entrare in relazione più diretta con il disagio e la sofferenza, imparare a rivolgere piena attenzione, a fare spazio anche a quello che non ci piace, che non vorremmo o che ci fa soffrire. In questo senso è un lavoro “contro natura”, un andare “controcorrente”, perchè la tendenza automatica, istintiva che abbiamo è fare esattamente l’opposto. Ma se lo sperimentiamo, allora possiamo scoprire che in questa “mossa” apparentemente incomprensibile troviamo una possibilità sorprendente di fare spazio, di lasciar essere e quindi di essere meno condizionati, meno oppressi anche dalle condizioni che ci portano disagio. E, paradossalmente, facendo questo ci mettiamo nelle migliori condizioni possibili per trovare, quando ci sono, le vie e i modi più efficaci per gestire o risolvere le cause di sofferenza. A volte anche attingendo a intuizione creative.

Gli incontri si terranno ogni Martedì alle ore 21,00. Presentazione Martedì 23 Maggio ore 21,00